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Palermo Magica

NOTA DELL’AUTRICE A “PALERMO MAGICA”

La storia delle dominazioni di Palermo da parte di popolazione straniere è millenaria: ciò nonostante, quando vidi Palermo mi apparve come una Città armoniosa, dove le carrozzelle, guidate con foga da cocchieri da “Formula Uno” ( nessuno si spaventi, questo accade solo quando non hanno passeggeri a bordo) convivono perfettamente con il traffico automobilistico.
Ho voluto chiamare la Città di Palermo” magica” perchè sono restata letteralmente “estasiata” dai mosaici che tappezzano gli interni di Chiese e Cappelle, luccicanti d’oro, di bianco di giallo di azzurro come non avevo visto mai.
Ho iniziato la mia visita della Città da Piazza Pretoria chiamata anacronisticamente dai palermitani Piazza della Vergogna, per le statue nude che la adornano in semicerchio. I palermitani sono di una strana contraddizione: un pudore eccessivo si contrappone all’emancipazione, forse solo apparente, delle loro donne, contraddizione dovuta, probabilmente, alla dominazione musulmana.
I palermitani però – si deve darne atto – sono di un’ospitalità e gentilezza squisita e, come vi proverò in seguito, di una premura e generosità fuori dal comune.
La loro gentilezza ed ospitalità si manifestò subito in Piazza Pretoria, sede del Municipio: un distinto signore invitò me e mio marito ad entrare e, con garbata sapienza, ci mostrò tutto il Comune. Mi colpì, in particolare la sala del Consiglio disposta come un piccolo Parlamento con comode e belle poltrone rosse degradanti dall’alto in basso Da lì fotografai, controluce, una particolare raffigurazione della famosa aquila, stemma del Comune di Palermo. Questa consiste in un drappo rosso con in mezzo l’aquila romana d’oro che, ad ali spiegate, tiene fra gli artigli una fascia con le iniziali “S.P.Q.R.”
Dopo aver visitato la Cappella dietro alla piazza ed alcune delle varie bellissime chiese di Palermo, ci recammo al Palazzo dei Normanni: anche a costo di ripetermi, trovai la Cappella Palatina di uno splendore ineguagliabile ed avrei finito per fotografarla tutta, ma avrei dovuto allora intitolare il libro su Palermo PALERMO LA CAPPELLA PALATINA!!!!
In un altro senso fu per me un vero piacere vedere San Giovanni degli Eremiti che, con le sue cupole rosse, è diventato uno dei simboli della Città ed il suo chiostro, verso sera, mi parve un sogno.
Venendo a cose più terrene, passeggiai con curiosità fra le bancarelle della Vucciria, uno dei due principali mercati di Palermo.
Mi feci poi portare a Monreale e lì, dopo aver scattato le foto che vedete, terminai di passeggiare. Sul sagrato della cattedrale inciampai e, cadendo, mi lesionai i tendini del piede sinistro.
Ricordo con commozione le premure che in tale occasione mi prodigarono i palermitani. Arrivarono in gruppo per sorreggermi e, constatato che il piede era gonfio, mi aiutarono in tutti i modi, fino ad entrare in un bar nei pressi per cercare e trovare poi un paio di forbici con cui tagliarono la fine della fascia attorno alla mia gamba per legarmela meglio. Ma la loro generosità non finì lì: mi aiutarono per tornare al taxi e, solo quando fui ben sistemata, mi lasciarono.
Anche all’Ospedale di Palermo fui trattata con solerzia e competenza, tanto che la loro diagnosi coincise perfettamente con l’esito della risonanza magnetica che feci una volta tornata a Modena.
Situata per forza su di una carrozzina capii che, ormai ero giunta alla fine del mio viaggio. Volli comunque che mi spingessero al Mercato Ballarò, ove mi feci largo (guidata, ovviamente) tra la folla, ahimè, oltremodo nutrita, quindi mi feci portare in un caffè ristorante vicino a Porta Felice ed all’ingresso monumentale di via Roma e, un po’ da lì un po’ appoggiandomi all’autista feci quasi il resto delle mie foto, soprattutto a bariste, avventori e gente che passeggiava sotto il portico adiacente alla fermata dell’autobus.
Infine, dovendo partire il giorno dopo, feci sistemare la carrozzina nel cortile interno dell’albergo che si apre sulla strada e, mentre il dolore mi dilaniava, scattai le mie ultime foto, cercando di prendere al volo la gente che passava davanti all’Hotel e, soprattutto, le moto in fuga, scattando, dal rumore che facevano, un attimo prima di vederle.
Ringrazio Palermo e tutti i palermitani di avermi accolto fra di loro, come dimostra la foto finale in cui una bella ragazza con aria accattivante, sorride a me ed a tutti voi, palermitani o non.

MARIA PIA SEVERI
Sito web: www.mariapiaseveri.it

 

 


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